I temi del volume
Il calcio come chiave di lettura del potere globale
Calcio, politica e potere racconta lo sport più seguito al mondo come un fenomeno capace di incidere sulle relazioni internazionali, sulla costruzione delle identità e sulla proiezione degli interessi nazionali. Narcís Pallarès-Domènech, Alessio Postiglione e Valerio Mancini osservano il pallone oltre il terreno di gioco, interpretandolo come attore geopolitico, veicolo di globalizzazione e spazio nel quale Stati, istituzioni e grandi interessi economici competono per influenza e consenso.
Edizione aggiornata e ampliata di Calcio & Geopolitica, premiato con una menzione speciale al 56° Concorso Letterario CONI 2022, il volume adotta un linguaggio divulgativo per mostrare come il calcio possa diventare uno strumento di analisi del presente. Le competizioni, i club, le federazioni e i grandi eventi internazionali funzionano anche come istituzioni para-diplomatiche, capaci di creare relazioni, veicolare immagini nazionali e orientare l’attenzione pubblica.
Quando il calcio diventa geopolitica
Il calcio accompagna la formazione delle identità collettive e la nazionalizzazione delle masse, offrendo simboli, rituali e appartenenze capaci di oltrepassare confini sociali e geografici. Le nazionali rendono immediatamente visibile la rappresentazione di un Paese; i club possono trasformarsi in ambasciatori territoriali; tornei e candidature ai grandi eventi diventano occasioni di posizionamento internazionale.
Il volume ricostruisce questa evoluzione fino alla fase contemporanea, nella quale il calcio opera dentro reti globali di capitale, media, diplomazia e comunicazione. La sua forza non dipende soltanto dall’economia che genera, ma dalla capacità di mobilitare pubblici transnazionali e collegare dimensione emotiva e riconoscimento politico.
Il soft power del pallone
Paesi e potenze utilizzano il calcio per proiettare identità, valori e ambizioni. La popolarità dello sport consente di raggiungere pubblici che la diplomazia tradizionale fatica a coinvolgere, trasformando squadre, campionati e grandi competizioni in strumenti di reputazione e influenza.
Questa capacità non appartiene soltanto agli Stati. Anche nazioni prive di piena sovranità, territori, città, imprese e organizzazioni sportive possono servirsi del calcio per ottenere riconoscimento, attrarre investimenti o consolidare una narrazione. La governance del pallone assume così una funzione para-diplomatica, nella quale interessi pubblici e privati tendono continuamente a sovrapporsi.
Identità nazionale
Squadre e competizioni contribuiscono a rappresentare appartenenze, memorie e aspirazioni collettive.
Soft power
Il calcio proietta reputazione, valori e influenza ben oltre gli strumenti della diplomazia ufficiale.
Para-diplomazia
Federazioni, club e grandi eventi costruiscono relazioni e canali informali tra territori e comunità.
Governance globale
Capitali, diritti mediatici e istituzioni sportive ridisegnano gerarchie e centri decisionali del pallone.
Dal Qatar alla Cina, dagli Stati Uniti all’Ucraina
Gli autori attraversano casi che rendono visibile il rapporto tra calcio e interessi strategici. Il Qatar mostra come investimenti, club e grandi eventi possano sostenere una politica di visibilità globale; la Cina impiega il calcio dentro una più ampia ambizione di sviluppo e posizionamento; gli Stati Uniti integrano sport, mercato e proiezione culturale; l’Ucraina rivela quanto identità calcistica, memoria e conflitto possano intrecciarsi.
Dal Qatargate alla Superlega, il pallone offre inoltre una lente per osservare la competizione tra modelli di governance, poteri economici e istituzioni. Il calcio diventa così un laboratorio del mondo contemporaneo: ne riflette le disuguaglianze, le nuove geografie del capitale e la ricerca di legittimità da parte di attori emergenti e potenze consolidate.
Dati editoriali
Il volume è disponibile attraverso Edizioni Mondo Nuovo. Prezzo e disponibilità aggiornati sono consultabili nella scheda dell’editore.
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