«Nei paesi democratici, la scienza dell'associazione è la scienza madre; il progresso di tutte le altre dipende dal progresso di questa.»
-Alexis de Tocqueville, La democrazia in America, 1840
Il trasporto marittimo sostiene ogni giorno attività economiche che spesso restano lontane dall'attenzione pubblica. Le materie prime destinate all'industria, i prodotti che raggiungono i mercati, i collegamenti con le isole e una parte rilevante degli approvvigionamenti energetici dipendono dalla disponibilità di navi, equipaggi e servizi portuali. Quando una rotta viene interrotta o aumentano i costi della navigazione, le conseguenze possono raggiungere imprese, lavoratori e consumatori anche molto lontani dal mare.
Secondo UNCTAD, oltre l'80% del commercio internazionale di merci, misurato in volume, viene trasportato per via marittima. Il dato chiarisce la rilevanza dello shipping per gli scambi, senza esaurirne la complessità. Ogni collegamento coinvolge imprese soggette a regole nazionali e internazionali, accordi di lavoro, requisiti di sicurezza e condizioni di mercato in continua evoluzione. Organizzare questi interessi e rappresentarli nei confronti delle istituzioni costituisce un'attività meno conosciuta, dalla quale dipende anche la qualità del confronto sulle politiche marittime.
Il 9 aprile 1901, a Genova, si svolgeva la prima assemblea straordinaria della costituenda Federazione degli Armatori Italiani. Da quella esperienza prende avvio la storia di Confitarma, la Confederazione Italiana Armatori, che nel 2026 celebra il proprio centoventicinquesimo anniversario. In oltre un secolo sono cambiate le dimensioni delle flotte, le tecnologie e l'organizzazione del commercio, mentre la rappresentanza associativa ha progressivamente ampliato le materie di cui si occupa. L'attività della Confederazione riguarda così anche le condizioni economiche, giuridiche e sociali nelle quali si svolge la navigazione.
Dalle imprese alle istituzioni: il lavoro della rappresentanza
Confitarma, aderente a Confindustria, rappresenta imprese e gruppi armatoriali operanti nel trasporto di merci e passeggeri, nelle crociere, nelle Autostrade del Mare, nei collegamenti marittimi locali e nei servizi ausiliari. Una compagnia impegnata nei collegamenti insulari affronta esigenze diverse rispetto a un armatore attivo sulle rotte oceaniche, ma entrambe devono confrontarsi con regole sulla sicurezza, disciplina del lavoro, costi operativi e accesso alle infrastrutture.
Lo Statuto attribuisce alla Confederazione compiti di rappresentanza e tutela degli interessi delle imprese, promozione della marina mercantile, stipulazione di accordi collettivi e assistenza agli associati nelle materie economiche, normative, ambientali e sociali. La Confederazione raccoglie esigenze comuni, sviluppa proposte e porta l'esperienza degli operatori nelle sedi in cui si discutono le politiche del settore, senza sostituirsi alle amministrazioni o alle singole aziende.
Il 21 luglio 2026, nel confronto sulla riforma della governance portuale, Confitarma ha organizzato un tavolo di lavoro con il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, per esaminare il disegno di legge e le sue possibili conseguenze sull'armamento nazionale. Il confronto ha riguardato la distribuzione delle competenze tra i soggetti della governance portuale, il finanziamento delle infrastrutture, il regime delle concessioni e il coinvolgimento delle rappresentanze imprenditoriali.
La qualità delle infrastrutture portuali e l'organizzazione dei servizi incidono sull'efficienza dei collegamenti e sui costi sostenuti dagli operatori, con effetti che possono raggiungere anche chi vive lontano dai porti. Per un'impresa che importa componenti o esporta prodotti, tempi e affidabilità del trasporto possono influenzare la programmazione delle attività. Nei territori insulari, la regolarità dei collegamenti interessa direttamente la mobilità e l'accesso alle merci.
La rappresentanza armatoriale permette di portare queste esigenze all'attenzione delle amministrazioni attraverso una conoscenza maturata nell'esercizio dell'attività economica. Gli interessi delle imprese non coincidono necessariamente con quelli degli altri soggetti coinvolti e le proposte associative non sono vincolanti. Il decisore pubblico può comunque avvalersi di elementi tecnici utili a valutare gli effetti delle scelte normative.
Le imprese possono operare attraverso registri navali e ordinamenti differenti, mentre le regole nazionali incidono sulla capacità di competere con operatori esteri. Confitarma interviene da tempo nel confronto sulla competitività della bandiera italiana, richiamando l'esigenza di semplificare le procedure amministrative, mantenere elevati standard di sicurezza e rendere più attrattivo il sistema nazionale. La questione riguarda anche la possibilità di conservare in Italia attività economiche, competenze professionali e capacità imprenditoriali legate alla navigazione.
Il lavoro marittimo, tra tutele e nuove competenze
La continuità dei trasporti dipende anche dalla disponibilità di personale qualificato e da condizioni di lavoro adeguate. La navigazione presenta caratteristiche particolari: lunghi periodi lontano dalla propria abitazione, alternanza tra attività a bordo e a terra, mobilità internazionale e impiego di competenze tecniche soggette a continuo aggiornamento. La gestione del personale e le relazioni industriali devono tenere conto di queste specificità.
L'11 luglio 2024 la Confederazione, insieme ad Assarmatori, Assorimorchiatori e Federimorchiatori, ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro unico dell'industria armatoriale, valido fino al 31 dicembre 2026. L'accordo interessa circa 63.000 marittimi e oltre 8.000 lavoratori di terra, per un totale superiore a 71.000 addetti. Il risultato, raggiunto dopo oltre sessanta riunioni nell'arco di circa otto mesi, ha riguardato retribuzioni, disciplina contrattuale, previdenza complementare e nuove forme di assistenza.
Tra gli istituti introdotti figura l'assistenza sanitaria integrativa, il cui modello operativo è stato presentato presso Confitarma nel marzo 2026, dopo un ulteriore confronto tecnico tra le parti sociali. La sua definizione ha richiesto di considerare le peculiarità del lavoro marittimo, comprese la mobilità internazionale e la presenza di un sistema sanitario dedicato al personale navigante. La definizione del modello ha quindi dato seguito alle previsioni contrattuali, avviandone l'attuazione a favore dei lavoratori.
Il rinnovo ha affrontato inoltre temi come la connessione internet a bordo, la diversità e l'inclusione. Questi aspetti incidono sulla qualità della vita a bordo e sull'attrattività delle professioni marittime, soprattutto per le nuove generazioni. La tutela del lavoro e la competitività delle imprese mantengono esigenze proprie, ma entrambe devono confrontarsi con la necessità di disporre nel tempo di personale preparato.
Confitarma partecipa inoltre a iniziative di formazione e orientamento. Con la campagna Welcome on board, promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e da RAM in collaborazione con Confitarma e Assarmatori, sono state presentate ai giovani le opportunità occupazionali offerte dal settore e le modalità di accesso alle professioni di bordo. Parallelamente, attraverso ForMare, la Confederazione ha sviluppato percorsi specialistici rivolti ai professionisti dello shipping. La terza edizione del Master Executive in Shipping Management, avviata nel gennaio 2026, ha coinvolto 27 partecipanti provenienti da 18 aziende ed enti.
Le due iniziative rispondono a esigenze diverse, dall'ingresso nel mercato del lavoro all'aggiornamento delle competenze manageriali. In entrambi i casi, la formazione riguarda l'intero settore e non le sole imprese coinvolte. Per un'industria chiamata a introdurre nuovi combustibili, tecnologie digitali e requisiti di sicurezza, la disponibilità di competenze adeguate costituisce una condizione necessaria per continuare a operare e investire.
L'Italia nel confronto sul futuro dello shipping
Le navi attraversano confini e giurisdizioni, mentre una parte fondamentale delle regole sulla sicurezza, sull'ambiente e sul lavoro viene elaborata attraverso organizzazioni internazionali e istituzioni europee. Le decisioni assunte in queste sedi incidono su imprese che operano in mercati globali e devono programmare investimenti destinati a produrre effetti per molti anni.
Confitarma partecipa all'International Chamber of Shipping (ICS), organizzazione mondiale di rappresentanza degli armatori, e a European Community Shipowners' Associations (ECSA), che rappresenta l'industria armatoriale presso le istituzioni europee. Attraverso queste relazioni, le esigenze dell'armamento italiano possono concorrere alla formazione delle posizioni comuni dell'industria nei confronti dei principali interlocutori internazionali, tra cui l'International Maritime Organization (IMO).
Durante la presidenza italiana del G20, nel 2021, la cooperazione con l'ICS trovò un'applicazione concreta. L'ICS entrò per la prima volta nel B20, il foro ufficiale di dialogo tra il G20 e la comunità imprenditoriale internazionale, come partner dei gruppi dedicati a commercio, energia e infrastrutture. Nel proprio comunicato, l'organizzazione internazionale riconobbe espressamente il contributo di Confitarma a questo percorso, maturato nei rapporti con Confindustria. L'iniziativa si svolse durante la pandemia, quando le difficoltà nel ricambio degli equipaggi avevano evidenziato la dipendenza del commercio mondiale dal lavoro dei marittimi.
Il 22 e il 23 giugno 2026 Roma ha ospitato, rispettivamente, l'assemblea annuale dell'ICS e il summit Shaping the Future of Shipping – Forging Partnerships for Resilience, organizzato insieme a Confitarma. Secondo il documento conclusivo dell'ICS, l'incontro ha riunito oltre 160 delegati di alto livello provenienti da più di 30 Paesi, con la partecipazione di rappresentanti governativi e di organismi internazionali, tra cui IMO, Organizzazione mondiale del commercio e OCSE.
Il confronto ha affrontato la libertà di navigazione, la sicurezza degli equipaggi nelle aree di conflitto, la continuità delle catene logistiche e la necessità di sviluppare forme più efficaci di cooperazione internazionale. I partecipanti hanno inoltre richiamato l'esigenza di spiegare il contributo economico del trasporto marittimo anche al di fuori del settore, affinché venga considerato nelle decisioni dei governi e nel dibattito sulle politiche industriali e commerciali.
Nell'anno del centoventicinquesimo anniversario, la rappresentanza nata a Genova nel 1901 partecipa a discussioni che interessano il commercio internazionale, la protezione dei lavoratori e lo sviluppo delle rotte. Nel frattempo, anche la presenza italiana negli organismi mondiali ha conosciuto passaggi importanti, tra cui la presidenza dell'ICS ricoperta da Emanuele Grimaldi, già presidente di Confitarma, dal 2022 al 2026.
Nel marzo 2026 la Commissione europea ha adottato una nuova Strategia industriale marittima, riconoscendo a navigazione e cantieristica un ruolo rilevante per la competitività, la sicurezza economica e l'autonomia strategica dell'Unione. Tra le priorità figurano la semplificazione amministrativa, l'innovazione, la transizione energetica, il mantenimento di condizioni concorrenziali e lo sviluppo delle competenze.
Su questi temi interviene anche l'attività di Confitarma. Le scelte sulla riduzione delle emissioni richiedono investimenti in nuove navi e combustibili, ma anche regole applicabili su scala internazionale e condizioni economiche sostenibili. La digitalizzazione apre opportunità operative e nuove esigenze di sicurezza informatica. La competitività delle bandiere europee deve confrontarsi con ordinamenti e mercati differenti. Il contributo associativo consiste nell'elaborare proposte da sottoporre alle istituzioni, alle quali spettano le scelte regolatorie.
Una rappresentanza che guarda oltre l'anniversario
La storia di Confitarma accompagna centoventicinque anni di cambiamenti dell'economia italiana. Dalla regolazione dei rapporti di lavoro nei primi anni dell'associazionismo armatoriale al confronto sulle politiche industriali europee, la Confederazione ha mantenuto il proprio riferimento nelle imprese della navigazione, estendendo progressivamente le materie e le sedi della rappresentanza.
Il contributo di un'associazione imprenditoriale si riconosce nella capacità di rappresentare esigenze effettive, partecipare alla definizione di soluzioni praticabili e dare continuità al confronto tra interessi differenti. In un settore che dipende da regole condivise, lavoratori qualificati e infrastrutture efficienti, queste attività hanno conseguenze che possono estendersi oltre le imprese associate.
Per l'Italia, mantenere un'industria armatoriale competitiva significa conservare competenze, opportunità occupazionali, collegamenti e capacità imprenditoriali in un comparto esposto a una forte concorrenza internazionale. Le istituzioni possono conoscere meglio le condizioni operative del settore attraverso interlocutori rappresentativi e tecnicamente preparati, prima di intervenire sulle regole che lo disciplinano. I cittadini, infine, hanno interesse a trasporti efficienti, sicuri e affidabili.
La storia di Confitarma non coincide con quella dell'intera marineria italiana, alla quale partecipano istituzioni, imprese, lavoratori e numerose altre organizzazioni; ne costituisce però una componente riconoscibile, impegnata da oltre un secolo nell'organizzazione della rappresentanza armatoriale.
Le navi rendono visibile il commercio marittimo. Le regole, gli accordi e le relazioni che ne accompagnano l'attività ricevono generalmente meno attenzione. Anche dalla qualità di quelle regole e relazioni dipendono collegamenti affidabili e la capacità dell'industria di competere. È su questo terreno che, dopo centoventicinque anni, continua a misurarsi il valore della rappresentanza armatoriale.
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