L’immagine ha fatto rapidamente il giro delle testate internazionali, conquistando l’apertura delle dirette televisive della CBC e dei principali quotidiani canadesi come il Globe and Mail e il National Post, oltre a rimbalzare con forza sulla stampa tedesca ed europea da Der Spiegel a Eunews: l’eurodeputata tedesca Terry Reintke, co-presidente del gruppo parlamentare dei Verdi/Alleanza Libera Europea (I Verdi/ALE), che accoglie il Primo Ministro canadese Mark Carney nell’emiciclo di Strasburgo indossando la maglia da hockey su ghiaccio del Team Canada.

Un gesto teatrale, informale e studiato per cogliere l’attenzione dei media, con il quale la politica tedesca ha voluto dare il benvenuto a Carney in occasione del suo storico discorso dinanzi all’Assemblea comunitaria. Dietro la scelta dell’iconica divisa sportiva, la maglia con la foglia d’acero e il numero del campione Sidney Crosby, si è celata una strategia di comunicazione politica volta a suggellare la proposta presentata dalla Commissione europea per trasformare il Canada nel primo “membro associato” dell’Unione o in un partner strategico di nuova generazione.

Immortalata dai fotoreporter della Canadian Press al fianco di un sorridente Carney, Reintke ha trasformato una formale sessione plenaria in un evento mediatico ad altissima visibilità, sintetizzando lo spirito dell’iniziativa con una dichiarazione ripresa dalle agenzie di stampa di tutto il mondo. “L'Europa ha steso la mano e il Canada l’ha colta”, ha dichiarato l’eurodeputata a testimonianza della volontà politica di costruire un blocco di resilienza democratica di fronte alle pressioni geopolitiche globali e alle minacce di dazi da parte dell’amministrazione statunitense. Tuttavia, l’azione di Terry Reintke non si esaurisce nell’impatto visivo di una trovata simbolica, ma rappresenta il coronamento di un lungo e articolato lavoro legislativo e diplomatico condotto sia a Strasburgo sia nel dibattito interno in Germania con la formazione dei Bündnis 90/Die Grünen.

La parlamentare tedesca, attiva da anni nell’ala progressista dell’Eurocamera, ha progressivamente individuato nel Canada il partner ideale per l’Unione europea per promuovere standard elevati in materia di diritti del lavoro, sostenibilità ambientale e tutela dello stato di diritto. Se in passato il mondo ecologista tedesco aveva guardato con riserva a taluni strumenti commerciali transatlantici come il CETA, la crescente instabilità dei mercati globali e la necessità di garantire la sicurezza energetica e la transizione ecologica hanno spinto Reintke a farsi promotrice di un’integrazione economica e tecnologica di nuova concezione.

Il suo impegno all’interno delle istituzioni comunitarie si è focalizzato sulla costruzione di alleanze per l’approvvigionamento sostenibile di materie prime critiche, lo sviluppo regolatorio condiviso dell’intelligenza artificiale, la ricerca congiunta nel programma Horizon Europe e la cooperazione strategica nella regione artica. Questa linea politica trova un profondo radicamento nella posizione della Germania, dove l’intero spettro delle forze europeiste considera il rafforzamento dell’asse con Ottawa un pilastro indispensabile per diversificare le catene di fornitura industriali e ridurre le dipendenze strutturali da regimi autocratici.

Attraverso l’episodio della maglia da hockey e la costante attività d’aula, Terry Reintke ha dimostrato come la leadership politica contemporanea possa coniugare il rigore dei dossier legislativi con una diplomazia pubblica empatica e pop. Ricordando l’immagine che seppe promuovere in Europa l’ex ministro canadese Justin Trudeau, la rinnovata sinergia sarà capace di proiettare l’alleanza tra Europa e Canada al centro dell’agenda mediatica e geoeconomica mondiale.

Domenico Letizia

Domenico Letizia

Giornalista pubblicista, saggista e analista che collabora attivamente con prestigiose testate nazionali, tra cui La Ragione, L’Opinione delle Libertà e Il Riformista, distinguendosi per un’attività di reportage e analisi che intreccia geopolitica, diritti umani e innovazione ambientale.