Un riconoscimento di portata storica e dal valore profondamente simbolico segna una nuova tappa nella storia della tutela dei diritti fondamentali e della civiltà giuridica: l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha assegnato ufficialmente all’associazione Nessuno tocchi Caino lo status consultivo speciale presso il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) dell’ONU. La decisione, adottata il 21 luglio 2026 dal Consiglio dell’ONU e notificata mediante comunicazione formale il 30 luglio 2026 a firma di Birgitte Bryld, Acting Chief della NGO Branch del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali del Palazzo di Vetro, accoglie integralmente la raccomandazione espressa dal Comitato sulle Organizzazioni Non Governative.

Questo provvedimento consacra oltre trent’anni di battaglie nonviolente nate nel solco del radicalismo e del garantismo italiano per l’abolizione e la moratoria universale della pena di morte, per il superamento dell’ergastolo ostativo e per la salvaguardia della dignità intrinseca di ogni persona privata della libertà personale. Fondata da Sergio D’Elia e Mariateresa Di Lascia assieme a storiche figure del transnazionalismo radicale come Marco Pannella ed Emma Bonino, l’associazione ha condotto in questi decenni un lavoro capillare di ricerca, sensibilizzazione e diplomazia popolare. Sotto la guida costante di dirigenti come Sergio D’Elia, Rita Bernardini ed Elisabetta Zamparutti, Nessuno tocchi Caino si è distinta sul piano internazionale per la pubblicazione di dossier rigorosi e di un Report annuale sullo stato della pena capitale nel mondo, diventato un testo di riferimento per governi, istituzioni e giuristi.

L’accreditamento presso l’ECOSOC apre un canale istituzionale diretto e permanente per incidere sui processi decisionali multilaterali.

Il passaggio dal principio costituzionale dell’umanità della pena, scolpito nell’articolo 27 della Carta fondamentale italiana, alla sua declinazione in norme e raccomandazioni internazionali trova oggi nell’accreditamento presso l’ECOSOC un canale istituzionale diretto e permanente per incidere sui processi decisionali dei consessi multilaterali. Con l’ottenimento dello status consultivo speciale, l’associazione italiana acquisisce importanti diritti operativi presso la sede centrale delle Nazioni Unite a New York e presso gli Uffici ONU di Ginevra e Vienna. I rappresentanti ufficialmente designati da Nessuno tocchi Caino potranno accreditarsi e ottenere pass di accesso continuativi per presenziare, in qualità di osservatori, alle sessioni pubbliche dell’ECOSOC, delle sue commissioni funzionali, del Consiglio per i Diritti Umani e di altri organi intergovernativi, inclusi determinati contesti dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’associazione ha inoltre la facoltà di presentare memorie e dichiarazioni scritte su argomenti di propria competenza al Segretario Generale dell’ONU affinché vengano ufficialmente distribuite a tutti gli Stati membri. A questo si aggiunge la possibilità di richiedere interventi orali in aula e di offrire consulenze, analisi ed elaborati tecnici su richiesta esplicita degli organi delle Nazioni Unite. Il quadro normativo stabilito dalla Risoluzione ECOSOC 1996/31 richiede contestualmente l’adempimento di precisi doveri di trasparenza e rendicontazione.

Nessuno tocchi Caino sarà tenuta a trasmettere all'ONU un rapporto quadriennale di attività: la prima relazione conoscitiva riferita al periodo 2026-2029 dovrà essere inoltrata entro il perentorio termine di giugno 2030, per attestare il contributo concreto fornito agli obiettivi di sviluppo sostenibile e di tutela dei diritti dell’uomo. Le direttive del Palazzo di Vetro specificano con fermezza che lo status consultivo non trasforma l’ONG in un organo interno del sistema ONU, né garantisce immunità, esenzioni fiscali o passaporti diplomatici, ponendo al contempo il divieto d’uso dell’emblema e del logo ufficiale dell’ONU su carte intestate, veicoli o materiale informativo. Questo nuovo e autorevole status rafforza la missione dell’associazione, offrendo una vetrina e uno strumento diplomatico di prim’ordine per continuare a promuovere la giustizia rieducativa e lo Stato di Diritto su scala globale.

Domenico Letizia

Domenico Letizia

Giornalista pubblicista, saggista e analista che collabora attivamente con prestigiose testate nazionali, tra cui La Ragione, L’Opinione delle Libertà e Il Riformista, distinguendosi per un’attività di reportage e analisi che intreccia geopolitica, diritti umani e innovazione ambientale.