La Relazione annuale del COPASIR sul 2025 non è un semplice rendiconto parlamentare: è un'analisi strategica che mette insieme geopolitica, sicurezza interna, economia, energia e cyberspazio in un'unica griglia di lettura della Repubblica. Il Comitato, nel corso del 2025, ha costruito una mappa di rischi e opportunità che attraversa teatri di crisi, minacce ibride, influenze straniere e vulnerabilità tecnologiche, mostrando come la sicurezza nazionale non sia più un compartimento separato ma una condizione trasversale che investe politica estera, ordine pubblico, industria, infrastrutture e dati.
Questo articolo ricostruisce il lavoro del COPASIR nel 2025, partendo dal mandato e dal metodo del Comitato, per poi entrare nel dettaglio dei quattro assi principali della Relazione: il contesto internazionale, la sicurezza interna, la sicurezza economico-tecnologica e il rischio cibernetico.
L'obiettivo è offrire una lettura articolata di come il Parlamento italiano, attraverso il COPASIR, interpreta e governa la sicurezza nazionale in un mondo sempre più complesso e interconnesso1.
Il mandato e il metodo del COPASIR
Il COPASIR, istituito dalla legge n. 124 del 2007, esercita il controllo parlamentare sul Sistema di informazione per la sicurezza, verificando che l'attività delle Agenzie si svolga nel rispetto della Costituzione e nell'esclusivo interesse della Repubblica. Nel 2025 il Comitato ha svolto 123 sedute plenarie, 38 audizioni tra cui quelle dell'Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, dei vertici di DIS, AISE, AISI, ACN, e di Ministri del CISR, acquisendo 256 documenti. Il metodo è quello di un controllo continuo: documentazione periodica, sopralluoghi, missioni internazionali e audizioni che diventano materiale per relazioni al Parlamento e input per decisioni del Governo2.
Il Comitato ha attivato, fin dalle prime sedute, le funzioni di controllo sugli Organismi, sia attraverso le audizioni dei rispettivi Direttori, sia con l'esame dei documenti e delle relazioni di cui la citata legge n. 124 del 2007 prevede la trasmissione.
La Commissione ha continuato a condurre proficue relazioni di collaborazione con tutti gli attori istituzionali rilevanti ai fini della sicurezza nazionale, consolidando un dialogo costante con il Governo e il Sistema di informazione per la sicurezza3. Il Governo ha assicurato un puntuale riscontro alle richieste informative del Comitato, fornendo con sistematicità analisi strategiche e dati informativi dettagliati, messi a disposizione a supporto dell'esercizio della funzione parlamentare di controllo.
Il contesto internazionale: conflitti, proxy e sicurezza energetica
Il 2025 è stato l'anno con il più alto numero di conflitti armati dalla fine della Seconda Guerra mondiale: 61 conflitti, con una crescita non solo dei focolai ma anche del numero delle vittime4. Il COPASIR ha monitorato il conflitto russo-ucraino, la cosiddetta flotta ombra russa usata per aggirare le sanzioni UE, e la situazione in Medio Oriente, con particolare attenzione alla Striscia di Gaza, al Libano, all'Iran e alla Siria. Il Comitato ha registrato la presenza di attori statuali e proxy, la crescita dell'attivismo cinese nel Golfo Persico, le crisi in Libia, Sahel, India-Pakistan, e la tensione tra Cina e Taiwan5.
Il conflitto russo-ucraino e la flotta ombra
Il Comitato ha continuato a monitorare costantemente i risvolti per la sicurezza nazionale connessi all'evoluzione del conflitto in corso in Ucraina, a seguito dell'aggressione da parte della Russia. Il Ministro della difesa, Guido Crosetto, nelle audizioni del 7 maggio 2025 e del 25 novembre 2025, ha fornito un quadro aggiornato sul conflitto russo-ucraino e sulla posizione assunta dall'Italia, volta a sostenere l'Ucraina nella difesa dei propri confini e nell'auspicabile percorso finalizzato all'avvio di un tavolo negoziale.
Il Comitato ha inoltre approfondito le vicende concernenti la cosiddetta «flotta ombra" russa, utilizzata per trasportare merci e prodotti petroliferi aggirando le sanzioni stabilite dall'Unione europea. Le imbarcazioni riconducibili alla «flotta ombra" hanno eluso le attività ispettive condotte dalle competenti autorità alterando il sistema Automatic Identification System (AIS), nel quale verrebbero inseriti elementi identificativi errati o corrispondenti a natanti non sottoposti a restrizioni, al fine di occultare la propria posizione e trasferire i prodotti petroliferi attraverso operazioni in mare aperto.
Medio Oriente: Gaza, Libano, Iran e Siria
Il Comitato ha rivolto una forte attenzione alla situazione in Medio Oriente e nella Striscia di Gaza6. Il Direttore dell'AISE, Giovanni Caravelli, ha fornito aggiornamenti sugli sviluppi delle operazioni militari israeliane, sulle drammatiche condizioni della Striscia di Gaza e del valico di Rafah, e sulla persistenza di un considerevole numero di combattenti di Hamas. Il Sottosegretario Mantovano ha evidenziato come la situazione umanitaria nella Striscia fosse in via di peggioramento, mentre proseguivano le iniziative militari israeliane in Cisgiordania.
La situazione in Siria è stata oggetto di attenzione in numerose sedute della Commissione, con particolare riferimento agli sforzi del Presidente Ahmed al-Sharaa di guidare la Siria verso una maggiore stabilità istituzionale. Il Comitato ha anche approfondito la situazione in Libano, con particolare riferimento alla missione UNIFIL, che da giugno 2025 è sotto il comando italiano e conta su un contingente italiano di circa mille unità.
Sull'Iran, il COPASIR ha dedicato alcune sedute alla situazione interna e alle operazioni israeliane e americane contro le installazioni nucleari iraniane. Sono state approfondite le conseguenze delle operazioni dirette contro i siti di Natanz, Isfahan e Fordow, e le possibili linee di sviluppo della crisi.
Sul piano energetico, il COPASIR ha evidenziato la necessità di un nuovo modello di sviluppo dei sistemi energetici, sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e dell'interdipendenza, alla luce della congiuntura geopolitica internazionale e della chiusura dei gasdotti russi verso l'Europa7. Il Comitato ha audito ENI e SNAM, approfondendo la sicurezza delle infrastrutture energetiche, la diversificazione degli approvvigionamenti e il ruolo del gas liquefatto e dei rigassificatori.
Particolare attenzione è stata riservata alle diverse caratteristiche delle infrastrutture terrestri e marine e alle procedure di sicurezza richieste, evidenziando possibili elementi di criticità legati alla gestione del mix energetico, anche alla luce di alcuni recenti episodi di blackout. È stata sottolineata l'importanza di garantire, grazie al rapporto con la Marina militare e con aziende e start-up, la sicurezza delle navi rigassificatrici, sia fisica sia sotto il profilo cibernetico8.
Sicurezza interna: criminalità, terrorismo, estremismi e disinformazione
Il COPASIR ha dedicato particolare attenzione alla criminalità organizzata, che ha assunto i connotati di holding criminali, con collaborazioni trasversali tra mafie, infiltrazioni in settori avanzati (scommesse online, operazioni finanziarie, immobiliari, commercio petrolifero) e uso di criptovalute e stablecoins per il riciclaggio9. Le organizzazioni criminali usano tecnologie innovative, piattaforme criptate e competenze informatiche per neutralizzare le intercettazioni e continuare la militanza mafiosa.
Criminalità organizzata e nuove tecnologie
Il Direttore dell'AISI, Bruno Valensise, ha affrontato la problematica della criminalità organizzata nell'ambito di due distinte audizioni. È emerso che le organizzazioni criminali integrano gli schemi operativi tradizionali, consolidati e collaudati, avvalendosi di tecnologie innovative, di mezzi di comunicazione tecnologicamente avanzati come le piattaforme e gli smartphone criptati, e di nuove competenze informatiche, ormai divenute parte integrante delle loro strutture e delle loro strategie operative10.
Il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Salvatore Luongo, ha riferito al Comitato in merito agli strumenti investigativi utilizzati per prevenire e contrastare il fenomeno della criminalità organizzata, evidenziando una vera e propria variazione «genetica" che ha interessato le organizzazioni criminali, dando vita a insolite e pericolose collaborazioni tra esponenti delle mafie tradizionali.
Terrorismo, radicalizzazione e estremismi
Sul fronte del terrorismo, il Comitato ha registrato un innalzamento della minaccia jihadista in Europa, con radicalizzazione online di giovani e "islamonauti" della generazione Z, diffusi sentimenti antisionisti, antiamericani e antioccidentali, e l'emergere di gruppi di seguaci di DAESH che interagiscono in circuiti transnazionali online11.
Il Comitato ha continuato a dedicare un'attenzione significativa al pericolo costituito dal terrorismo, anche di matrice confessionale, concentrandosi sui processi di radicalizzazione islamista e sull'attività di propaganda terroristica e istigazione a compiere azioni violente. Il dominio digitale costituisce il luogo in cui spesso si concretizza la radicalizzazione di singoli individui o di gruppi, composti prevalentemente da giovani, in contatto tra di loro anche mediante strumenti digitali.
Il Comitato ha inoltre approfondito i riflessi per la sicurezza nazionale relativi all'attività di formazioni politiche estremiste. Con riferimento all'estremismo politico di sinistra la principale minaccia risulta rappresentata dal movimento anarchico-insurrezionale, mentre l'estremismo di destra è attivo sui temi dell'immigrazione, della sicurezza urbana, della difesa dell'identità nazionale, dell'anti-imperialismo, con una forte presenza virtuale e radicalizzazione di minori.
Sicurezza economica e tecnologica: golden power, industrie strategiche, disinformazione e influenze straniere
Il Comitato ha anche analizzato le campagne di disinformazione condotte da Russia, Cina, Iran e altri attori statuali, con tecniche di cognitive warfare basate sulla manipolazione dell'informazione e polarizzazione dell'opinione pubblica, usando social media e algoritmi per influenzare processi democratici e condizionare l'opinione pubblica italiana12.
Nelle audizioni del Direttore dell'AISI, Bruno Valensise, è stata illustrata l'attività condotta dall'AISI nel monitoraggio delle rilevanti attività di disinformazione e propaganda condotte da entità statali straniere, finalizzate a condizionare l'opinione pubblica. Sono state ricordate le manovre di influenza poste in essere da soggetti stranieri, principalmente russi e cinesi, condotte attraverso tecniche di cognitive warfare basate sulla manipolazione dell'informazione e la polarizzazione dell'opinione pubblica.
Il COPASIR ha approfondito i riflessi per la sicurezza nazionale delle operazioni di finanza straordinaria, dell'esercizio dei poteri speciali (golden power) e delle acquisizioni di asset nazionali in settori strategici: aerospazio, comunicazioni, agroalimentare, farmaceutico, automotive, trasporti, siderurgico, ricerca scientifica e tecnologie critiche emergenti13. Il Comitato ha evidenziato il rischio di ingerenza economico-finanziaria, sottrazione di know-how, dati e informazioni rilevanti, e la necessità di tutelare la ricerca e il ricorso a soluzioni tecnologiche innovative14.
Particolare attenzione è stata dedicata all'influenza cinese, con focus su acquisizioni di asset nazionali, dipendenza da principi attivi farmaceutici, tecnologie critiche, batterie, veicoli elettrici, telecomunicazioni, IoT, quantum computing, e cyber spionaggio verso organizzazioni governative, difesa, infrastrutture critiche e aerospazio15.
Golden power e settori strategici
La Commissione ha rivolto una significativa attenzione verso l'attività di analisi e valutazione svolta da parte dei Servizi di informazione per la sicurezza a supporto dell'esercizio dei poteri speciali (cosiddetto golden power), con particolare riguardo ai lavori del Gruppo di coordinamento e dei Comitati di monitoraggio che assicurano un supporto tecnico-informativo in merito alle operazioni analizzate.
Tale attività è svolta con riferimento ai settori in cui gli asset nazionali sono stati oggetto di controllo, quali il settore finanziario, quello energetico, il settore dell'aerospazio, delle comunicazioni e delle reti di telecomunicazioni, l'agroalimentare, il farmaceutico, l'automotive e il settore dei trasporti, quello siderurgico e quelli della ricerca scientifica e delle tecnologie critiche emergenti.
Influenza cinese e tecnologie critiche
Nel corso della sua attività, ha acquisito approfonditi elementi informativi riguardanti i possibili riflessi sulla sicurezza nazionale derivanti dall'influenza di attori, statuali e non, riconducibili alla Repubblica Popolare Cinese.
È stato rilevato, inoltre, che l'interesse della Cina ad acquisire asset nazionali e a conquistare quote di mercato si concentra su una pluralità di settori produttivi, tra cui il settore farmaceutico, il settore energetico, il settore siderurgico, il settore della ricerca scientifica e delle tecnologie emergenti, il settore delle batterie e dei veicoli elettrici, il settore delle biotecnologie, la robotica avanzata, il settore delle telecomunicazioni, dell'Internet of Things e del quantum computing, il settore agroalimentare, i settori dell'automotive, dei trasporti, della logistica e della cantieristica navale.
Cybersicurezza e intelligenza artificiale: banche dati, infrastrutture e rischio sistemico
Il COPASIR ha proseguito nel 2025 il ciclo di audizioni sulla sicurezza delle banche dati e sulle azioni intraprese dai soggetti che le custodiscono, avviando anche nuovi cicli su infrastrutture critiche energetiche e prospettive strategiche dell'industria della difesa16. Il Comitato ha evidenziato i rischi connessi all'acquisizione di tecnologie straniere, in particolare per la possibile presenza di backdoor, malware e attacchi informatici, nonché il rischio di impoverimento del know-how nazionale17.
Nel 2025 il Comitato ha proseguito il ciclo di audizioni già avviato nel 2024 sul tema della sicurezza delle banche dati e sulle azioni intraprese dai soggetti che le custodiscono. Il Comitato ha inoltre avviato due nuovi cicli di audizioni proseguiti nel 2026: il primo finalizzato ad approfondire le prospettive strategiche dell'industria del settore della difesa, il secondo relativo alle infrastrutture critiche energetiche e alle relative catene di approvvigionamento.
In particolare, con riferimento all'impiego di tecnologie critiche emergenti, sono stati sottolineati i rischi connessi all'acquisizione di tecnologie straniere, in particolare provenienti da alcuni Paesi, rispetto alla possibile presenza di backdoor, spesso utilizzate illegalmente per sottrarre dati, installare malware o compiere altri attacchi informatici, nonché il rischio di impoverimento del know-how nazionale.
Prospettive di interventi normativi e controllo parlamentare
Il COPASIR ha inoltre dedicato spazio alle prospettive di interventi normativi in materia di controllo parlamentare, con l'obiettivo di rafforzare gli strumenti di verifica e di garantire una maggiore trasparenza e efficacia del controllo stesso18. Il Comitato ha espresso pareri su bilanci, decreti e piani delle attività degli organismi di informazione, e ha esaminato le relazioni semestrali sull'attività dei Servizi, consolidando un dialogo costante con il Governo e il sistema di informazione per la sicurezza.
Il Comitato ha inoltre espresso, nei termini previsti dalla legge, i pareri sugli atti trasmessi dal Governo nel periodo di riferimento, tra cui uno di approvazione del bilancio preventivo unico per l'anno 2025 delle spese degli organismi di informazione per la sicurezza, due su altrettanti schemi di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri relativi a variazioni al bilancio preventivo per il 2025, uno sul bilancio consuntivo per il 2024 delle spese degli organismi di informazione per la sicurezza, cinque su ulteriori schemi di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e uno sul piano annuale aggiornato delle attività dell'Ufficio ispettivo del DIS per l'anno 2025.
La mappa della sicurezza: cosa cambia per il 2026
La Relazione COPASIR 2025 mostra come la sicurezza nazionale sia un ecosistema complesso, in cui geopolitica, sicurezza interna, economia, energia e cyberspazio si intrecciano e si influenzano reciprocamente19. Il Comitato, attraverso il suo dossier di controllo e analisi, offre al Parlamento e al Governo una mappa aggiornata dei rischi e delle opportunità, sottolineando la necessità di un approccio integrato, di investimenti in tecnologie e competenze, e di una maggiore consapevolezza delle minacce ibride e delle influenze straniere.
Il lavoro svolto nel 2025 dimostra come il controllo parlamentare sulla sicurezza nazionale non sia un mero adempimento formale, ma un'attività sostanziale di analisi, valutazione e indirizzo, che contribuisce a definire le priorità strategiche del Paese e a garantire che le politiche di sicurezza siano coerenti con i valori democratici e gli interessi nazionali.
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