Relatori: Guido Crosetto; Maurizio Gasparri; Amm. Giacinto Ottaviani; Lorenzo Mariani; Gen. Stefano Cont; Linus TerhorstModera: Daniele CapezzoneAnalisi a cura di: Danilo Mattera

Il primo panel della Sala Verdi del V Forum Machiavelli Difesa ha posto al centro una domanda decisiva per la sicurezza europea: come trasformare l’aumento della domanda di difesa in capacità reali, sostenibili e interoperabili?

Il procurement europeo non riguarda soltanto procedure di acquisto, programmi comuni o razionalizzazione industriale. È una questione di prontezza strategica. Nel nuovo contesto di sicurezza, segnato dal ritorno della guerra ad alta intensità, dalla centralità delle scorte e dalla necessità di rigenerare rapidamente capacità consumate dall’attrito, l’Europa è chiamata a collegare decisione politica, requisiti militari, base industriale, supply chain e innovazione.

La formula emersa dal confronto può essere sintetizzata in tre parole: massa, qualità e velocità. Massa per sostenere conflitti prolungati; qualità per preservare il vantaggio tecnologico; velocità per ridurre il tempo che separa il bisogno operativo dalla capacità disponibile.

Il procurement diventa credibile solo quando industria, requisiti operativi e volontà politica iniziano a muoversi prima della crisi, non dopo.
Panel 1 — Base industriale, scorte e capacità comuni

Inquadramento

Il panel analizza il contesto del procurement militare europeo alla luce del mutato contesto di sicurezza europeo e delle esperienze maturate nella cornice del conflitto russo-ucraino. L’intensità del conflitto richiede un cambio di paradigma rispetto al modello di difesa nazionale sviluppatosi in Europa dalla fine della Guerra fredda, in un periodo in cui il continente non registrava la presenza di un conflitto ad alta intensità in corso da più di quattro anni.

Lo scenario di sicurezza attuale richiede la produzione di un maggior numero di armamenti rispetto al passato, al fine di costituire le riserve necessarie per confrontarsi con avversari di pari livello. La produzione su base europea di sistemi d’arma viene considerata un elemento dirimente per lo sviluppo delle capacità di difesa degli Stati europei.

Analisi degli interventi

Min. Guido Crosetto. Il Ministro si sofferma sulla necessità di estendere il perimetro del potere dello Stato oltre la sola dimensione economica e militare. Uno Stato può definirsi veramente autonomo quando è capace di sviluppare tecnologie avanzate, proteggere le proprie infrastrutture critiche, integrare sistemi complessi, trasformare rapidamente ricerca e innovazione in capacità concrete. Da qui discende la necessità di un cambio di mentalità, capace di superare modelli del passato non più adeguati al contesto internazionale contemporaneo. Resta centrale, in questa prospettiva, il valore umano in un mondo sempre più tecnologico.

Sen. Maurizio Gasparri. L’intervento si concentra sull’attrito sperimentato nel conflitto ucraino e sulla disparità tra costo dell’attacco e costo della difesa. I sistemi low cost possono mettere sotto pressione sistemi difensivi più sofisticati, mentre il sistema industriale attuale fatica a sostenere la domanda di armamenti richiesta da un contesto di guerra convenzionale ad alta intensità. La formula richiamata è: innovazione più massa e velocità di produzione. Innovazione per mantenere o riconquistare superiorità qualitativa; massa per sostenere l’attrito prolungato; velocità per rigenerare rapidamente le capacità.

Amm. Giacinto Ottaviani. Lo scenario contemporaneo vede il ritorno della conflittualità ad alta intensità e una crescente erosione dei meccanismi internazionali di governance. Di fronte a minacce diverse, emerge la necessità di una maggiore interconnessione tra istituzioni della Difesa e mondo industriale, affinché le Forze Armate possano disporre delle risorse necessarie per affrontare conflitti complessi e prolungati. In questo quadro, la Direzione Nazionale degli Armamenti lavora per snellire il processo di ricerca militare e ridurre i tempi che separano l’idea dal prototipo.

Lorenzo Mariani. Il contributo di Leonardo chiarisce che qualità e quantità non sono concetti antitetici. Il conflitto ucraino ha mostrato una guerra di massa tradizionale, fatta di munizioni e artiglieria, ma anche ambiti nei quali la quantità riguarda sistemi complessi e di alta qualità, come la difesa aerea e la produzione missilistica. Da qui il concetto di “New Mass War”: i droni non devono essere pensati solo in termini di massa, ma anche in termini di qualità.

Mariani indica quattro punti fondamentali per rispondere alle nuove esigenze delle Forze Armate:

  1. integrazione dell’offerta su base europea, anche secondo il modello MBDA;
  2. solidità della supply chain;
  3. continuità ragionevole dei fondi per sostenere le linee produttive;
  4. snellimento dei processi di procurement.

I fattori abilitanti richiamati sono collaborazione europea, procurement più snello, stanziamenti adeguati, azioni specifiche sulla supply chain e grandi programmi comuni europei — Eurofighter, GCAP, Main Ground Combat System — capaci di consentire pianificazione, trasferimento della pianificazione alle PMI e nascita di alleanze strutturali.

Gen. Stefano Cont. Dal punto di vista dell’EDA, il punto chiave è comprendere cosa gli Stati membri vogliano fare e creare le condizioni per collaborare fin dall’esame comune del problema militare. La collaborazione non può funzionare se i requisiti sono già stati definiti a livello nazionale e si prova solo successivamente ad armonizzare la produzione sul piano industriale. Occorre sviluppare soluzioni in maniera collaborativa con l’industria, così da ottenere interoperabilità “by design”.

Linus Terhorst. Il contributo del RUSI sottolinea che la frammentazione europea persiste soprattutto per mancanza di volontà politica, non per assenza di strumenti. L’attuale fase presenta un’opportunità strutturale: per la prima volta, la domanda supera l’offerta industriale, restituendo all’industria un potere negoziale inedito. Resta centrale lo sviluppo di soluzioni europee che includano anche Regno Unito e Turchia.

Valutazione critica

Sono condivisibili la centralità del fattore umano e culturale nel processo di trasformazione tecnologica, la necessità di incrementare gli investimenti in ricerca e sviluppo e l’esigenza di assumere un approccio olistico nei confronti dell’industria della difesa.

Restano tuttavia alcuni punti controversi. In letteratura, gli effetti del “moltiplicatore” degli investimenti in Difesa sull’economia civile sono dibattuti. È controversa anche l’idea che i droni economici mettano automaticamente in discussione sistemi di difesa avanzati o abbiano, da soli, rivoluzionato il modo di combattere. Il dibattito pubblico rischia spesso di essere vittima di qualunquismo e sensazionalismo giornalistico, rimanendo lontano dal dibattito scientifico.

Output strategico

  • Il panel riconosce l’importanza di un cambio di mindset per affrontare il mutato contesto internazionale.
  • Il dibattito pubblico sulla Difesa deve evitare semplificazioni e sensazionalismi, soprattutto quando tratta il rapporto tra innovazione, massa e tecnologia low cost.
  • Il procurement europeo viene indicato come soluzione alle sfide contemporanee, ma richiede una motivazione più solida sulle ragioni, sui problemi che intende risolvere e sulle condizioni politiche e industriali necessarie per funzionare.
  • L’interoperabilità deve nascere già nella definizione dei requisiti operativi, non essere recuperata a posteriori nella sola fase industriale.

Riferimenti di approfondimento indicati nella scheda

  • RUSI, The False Promise of Defence Prosperity.
  • London Business School, Can military spending drive more than just defence?
  • War on the Rocks, Quality Has a Quality All Its Own.
  • Missile Matters, The Nature of the Long-Range Drone.
  • International Security, Why Drones Have Not Revolutionized War.
  • Bocconi IEP, Vegetius: Critical Questions on European Defense.
  • IRIS, Security of Supply and Interdependency.
Danilo Mattera Trimonti

Danilo Mattera Trimonti

Laureato magistrale in Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi Roma Tre. Si interessa di tematiche afferenti agli Studi Strategici e alla Storia delle Relazioni Internazionali come l’evoluzione della difesa euro-atlantica, l’innovazione militare e la diffusione degli armamenti nel sistema internazionale. Nel corso degli anni ha avuto modo di collaborare con istituzioni pubbliche e centri di ricerca privati, scrivendo contributi per diverse testate tra cui AffarInternazionali, Aspenia, Formiche.net/AirPress, Rivista Marittima e Geopolitica.