Relatori: Amm. Giuseppe Berutti Bergotto; Michele Budetta; Sergio CappellettiModera: Gianluca Di FeoAnalisi a cura di: Ivan De Vita

Il terzo panel della Sala Verdi del V Forum Machiavelli Difesa ha portato l’attenzione sotto la superficie del mare: cavi, dorsali energetiche, gasdotti, sistemi autonomi e catena del dato compongono oggi un’infrastruttura invisibile ma decisiva per la sicurezza nazionale.

Nel dominio sottomarino, la sicurezza nazionale dipende dalla capacità di conoscere, proteggere e governare ciò che resta invisibile.
Panel 3 — Il “mare di sotto” come infrastruttura strategica

BLUF — Bottom Line Up Front

Il dominio sottomarino è ormai una dimensione essenziale della sovranità nazionale. La protezione delle infrastrutture critiche sommerse, la conoscenza continua del dominio, l’impiego di sensori intelligenti, sistemi autonomi e intelligenza artificiale, insieme alla sicurezza della catena del dato, definiscono una nuova profondità operativa nella quale Difesa, industria, ricerca e formazione devono agire come un unico ecosistema.

Takeaway strategici

  1. Il mare di sotto è infrastruttura nazionale. Cavi, gasdotti, dorsali energetiche e collegamenti digitali sono parte del funzionamento ordinario dello Stato e dell’economia.
  2. La superiorità subacquea è soprattutto conoscenza del dominio. Sensori, piattaforme, sistemi autonomi e data fusion devono produrre consapevolezza continua e decisioni rapide.
  3. L’IA è un abilitatore operativo. La massa di dati subacquei richiede strumenti avanzati per riconoscere anomalie, correlare segnali e supportare i decisori.
  4. La catena del dato va protetta quanto l’infrastruttura fisica. Intercettazione, manipolazione e compromissione dei flussi informativi sono minacce strategiche.
  5. La profondità operativa richiede competenze nuove. Ingegneria navale, robotica, cyber, IA e analisi dati devono convergere in percorsi formativi e industriali dedicati.

Il mare di sotto come infrastruttura strategica

Il dominio subacqueo rappresenta oggi una delle principali frontiere strategiche per la sicurezza nazionale e per la competitività industriale dell’Italia. Per un Paese caratterizzato da una forte vocazione marittima, sostiene l’Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, il mare non può più essere interpretato esclusivamente come spazio di transito per commerci e comunicazioni, ma deve essere considerato nella sua dimensione tridimensionale, comprendendo anche l’ambiente sommerso che custodisce infrastrutture fondamentali per il funzionamento dello Stato e dell’economia. Cavi sottomarini per le telecomunicazioni, dorsali energetiche, gasdotti e collegamenti elettrici costituiscono infatti il sistema nervoso invisibile della società contemporanea e rendono il “mare di sotto” un dominio di crescente rilevanza geopolitica e geoeconomica.

L’evoluzione dello scenario internazionale ha evidenziato come queste infrastrutture siano sempre più esposte a minacce caratterizzate da elevata sofisticazione tecnologica e difficoltà di individuazione. In tale contesto emerge la necessità di superare una concezione tradizionale della sorveglianza marittima, fondata sul controllo di singole piattaforme o aree limitate, per adottare una logica sistemica nella quale sensori, mezzi navali, sottomarini e sistemi autonomi cooperano in una rete integrata capace di garantire una conoscenza continua del dominio. La superiorità operativa non dipende più esclusivamente dalle prestazioni della singola unità, ma dalla capacità di raccogliere, elaborare e distribuire informazioni in tempo reale, trasformando rapidamente il dato in consapevolezza e la consapevolezza in decisione.

Conoscenza del dominio, IA e sistemi autonomi

Questa trasformazione assegna all’Intelligenza Artificiale un ruolo centrale, poiché la gestione di enormi quantità di informazioni provenienti da piattaforme eterogenee richiede strumenti avanzati di analisi predittiva e correlazione dei dati. L’IA diventa così il motore dell’intero ecosistema operativo, consentendo di individuare anomalie, identificare possibili minacce e supportare il processo decisionale con tempi compatibili con la rapidità degli scenari contemporanei. Parallelamente assume un’importanza crescente il concetto di resilienza, che non coincide soltanto con la capacità di prevenire incidenti o sabotaggi, ma comprende anche la possibilità di ripristinare rapidamente la piena funzionalità delle infrastrutture critiche attraverso una stretta collaborazione tra apparato militare e sistema industriale nazionale.

In questa prospettiva, il comparto produttivo italiano è chiamato a svolgere un ruolo strategico. La tradizionale impostazione basata su poche piattaforme ad alta capacità lascia progressivamente spazio a un modello distribuito fondato sull’impiego di mezzi autonomi, economicamente sostenibili, rapidamente riproducibili e capaci di operare in modo coordinato. Tale paradigma consente di aumentare la copertura del dominio subacqueo riducendo al contempo i rischi derivanti dalla concentrazione delle capacità operative su un numero limitato di asset. La diffusione di sistemi distribuiti rende possibile una sorveglianza persistente dei fondali e delle infrastrutture, rafforzando significativamente la deterrenza e la capacità di risposta alle minacce.

Industria nazionale e PMI tecnologiche

L’industria nazionale, e in particolare il tessuto delle piccole e medie imprese ad alta specializzazione tecnologica, rappresenta un elemento essenziale per sostenere questa evoluzione, così come evidenzia Sergio Cappelletti (DRASS Group, Underwater Technology). La rapidità di sviluppo e la capacità di sperimentazione tipiche delle PMI possono contribuire ad accelerare l’innovazione nel settore della robotica subacquea, dei sensori intelligenti e delle tecnologie di elaborazione dei dati.

Accanto agli aspetti organizzativi permangono rilevanti sfide tecnologiche. Il Mediterraneo è un ambiente estremamente complesso dal punto di vista acustico, caratterizzato da un intenso traffico navale e da numerose sorgenti di rumore che rendono difficile distinguere le normali attività civili da eventuali minacce silenziose e automatizzate. Il miglioramento delle capacità di monitoraggio acustico richiede pertanto algoritmi sempre più sofisticati e una crescente potenza computazionale, affinché il sistema possa filtrare efficacemente il rumore di fondo evitando fenomeni di saturazione informativa.

Ambiente acustico, catena del dato e sicurezza cyber-fisica

Un ulteriore elemento critico da considerare, riguarda la sicurezza della catena del dato. Se l’informazione costituisce il principale fattore abilitante del nuovo dominio operativo, la sua protezione assume un valore strategico almeno pari alla difesa fisica delle infrastrutture sommerse. La vulnerabilità può infatti derivare non solo dal danneggiamento materiale di un cavo o di una condotta, ma anche dalla manipolazione, intercettazione o compromissione dei flussi informativi che alimentano il processo decisionale. Di conseguenza, la cybersicurezza e la tutela dell’integrità dei dati devono essere considerate componenti imprescindibili della strategia nazionale per il dominio subacqueo.

Il consolidamento di questa visione richiede anche un profondo investimento nella formazione del personale. Le future professionalità dovranno integrare competenze di ingegneria navale, robotica, analisi dei dati, intelligenza artificiale e sicurezza informatica, creando figure in grado di operare efficacemente all’interno di architetture cyber-fisiche altamente complesse. La costruzione di tali competenze rappresenta una condizione necessaria per mantenere un vantaggio competitivo e garantire la sostenibilità di lungo periodo dell’intero sistema.

Formazione, sovranità e continuità nazionale

Nel complesso emerge una strategia nazionale orientata a trasformare il dominio subacqueo in un elemento fondamentale della sovranità italiana. La capacità di conoscere, monitorare e proteggere il “mare di sotto” non costituisce più soltanto una questione militare, ma diventa un fattore determinante per la continuità delle comunicazioni, della sicurezza energetica e dello sviluppo economico del Paese. In questo quadro, l’integrazione tra Difesa, industria, ricerca e innovazione tecnologica appare il presupposto essenziale per costruire una postura di deterrenza credibile e una resilienza capace di rispondere efficacemente alle sfide future. In questa prospettiva, rimane tuttavia un interrogativo: la protezione del dominio subacqueo può dirsi davvero completa se viene considerata prevalentemente in chiave strategica, economica e militare, senza attribuire pari centralità alla tutela degli ecosistemi marini? La sicurezza e il benessere di una comunità non dipendono strettamente dalla conservazione degli ecosistemi e della biodiversità, la cui difesa rappresenta il presupposto materiale nonché sociale allo sviluppo delle future generazioni? La sfida più importante e delicata sarà quella di coniugare il progresso tecnologico e l'acquisizione di una postura strategica credibile con il rispetto e la tutela dell'ambiente, riconoscendo che la natura non rappresenta un elemento esterno alla sicurezza dell'uomo, ma il contesto stesso dal quale la nostra specie ha avuto origine e sul quale continua a fondare il proprio futuro.

Output strategico

  • Il dominio subacqueo è parte della sovranità nazionale: protegge comunicazioni, energia, continuità economica e sicurezza del Paese.
  • La superiorità operativa dipende da conoscenza continua del dominio, sensori integrati, sistemi autonomi e capacità di trasformare dati in decisioni.
  • La sicurezza della catena del dato è centrale quanto la protezione fisica di cavi, condotte e infrastrutture sommerse.
  • La postura strategica deve coniugare Difesa, industria, ricerca, formazione e tutela degli ecosistemi marini.
Ivan De Vita

Ivan De Vita

Profilo interdisciplinare sui sistemi digitali e sulla sicurezza contemporanea, approfondisce rischio, cybercrime, minacce ibride e tecnologie emergenti. Contribuisce all’analisi di DYNAMES sul rapporto tra complessità tecnologica, vulnerabilità sistemiche, sicurezza delle organizzazioni e governance dei sistemi digitali.